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Maggio 2017

PRODUZIONE

Per quanto riguarda il miele di acacia, le produzioni sono state decisamente inferiori alla norma produttiva a causa delle avverse condizioni meteorologiche.

In Piemonte i raccolti sono stati insignificanti. Si stimano rese regionali comprese tra 2 e 5 kg/alveare. In particolare le medie sono state di 5 kg/alveare nel Novarese, nel Vercellese e nel Verbanese; 4 kg/alveare nell’Alessandrino e 2 kg/alveare nel Torinese, nell’Astigiano e nel Cuneese.

Anche in Lombardia le produzioni sono state scarsissime e con andamento a macchia di leopardo. Nelle aree montane settentrionali (province di Brescia, Bergamo e Sondrio) i raccolti sono state praticamente nulli. Nelle aree settentrionali delle province di Lecco, Como, Varese, nella Lomellina e nell’Oltrepò i valori sono compresi tra da 0 a 5 Kg/alveare. Nelle zone attorno Milano i raccolti sono stati leggermente migliori (5-10 kg/alveare). La pianura bergamasca ha fatto registrare produzioni di 5 kg/alveare mentre quelle con i risultati migliori sono state quelle pianeggianti del Cremonese, del Lodigiano, del Mantovano e del Bresciano, che hanno fatto registrare una media produttiva ricadente nella forbice 8-10 kg/alveare, con rari picchi 15 kg/alveare.

In Emilia-Romagna le produzioni sono state molto basse e variabili: in alcune aree pressoché azzerate, in altre non hanno superato i 10 kg/alveare. In alcune aree di pianura del piacentino sono stati raccolti 10-15 kg/alveare, mentre nelle aree collinari le produzioni sono state nulle.

In Toscana si stimano produzioni medie di circa 7 kg/alveare, con andamento diverso a seconda delle zone. Le zone di fondovalle e la pianura hanno avuto rese nulle a causa della siccità e delle gelate. Le zone del Valdarno fiorentino e Valdinievole sono quelle che nel complesso hanno reso di più ma si parla comunque di valori massimi 15-18 kg/alveare. Il pistoiese, zona di importante interesse per la fioritura di robinia, ha fatto registrare picchi di 18-20 kg/alveare, molto inferiori alla norma produttiva attesa.

Nel Lazio le produzioni sono andate male, con raccolti insignificanti (0-5 kg/alveare).

In Abruzzo i raccolti sono stati minimi (10 kg/alveare) e in Campania e in Molise insignificanti (3 kg/alveare).

Per quanto riguarda le produzioni di miele di agrumi, i risultati sono stati migliori rispetto al 2016: in Basilicata si stimano circa 25-30 kg/alveare; in Puglia circa 20-30 kg/alveare, si sarebbe potuto produrre di più, ma a causa di avvelenamenti continui, gli apicoltori hanno preferito portare via le api prima della fine della fioritura.

La Calabria ha fatto registrare buone produzioni di 30-40 kg/alveare.

In Sicilia le medie sono state di circa 30 kg/alveare: i raccolti sono stati resi difficili dalla forte tendenza alla sciamatura.

In Sardegna le produzioni sono state ostacolate dalla forte siccità: sono state stimate rese di 15 kg/alveare e sono stati raggiunti picchi di 18 kg/alveare solamente zone in cui gli agrumeti sono stati irrigati.

La produzione di miele di cardo, malgrado la siccità, si è attestata nelle parte centrale e meridionale della Sardegna su valori medi simili a quelli dello scorso anno di 10 kg/alveare, nella parte settentrionale della regione invece i raccolti sono stati azzerati causa dalla scarsa piovosità.

I raccolti di miele millefiori risultano scarsi in tutta la Penisola. In Lombardia è stato possibile produrre un millefiori primaverile, circa 7 kg/alveare, principalmente composto da nettari di ciliegio e tarassaco. In Friuli Venezia Giulia è stata minima la produzione di millefiori primaverile, in alcuni casi si è stato possibile un raccolto di circa 15 kg/alveare con nettari di ciliegio e tarassaco o colza. In Toscana si è raccolto un po’ di millefiori (circa 6 kg/alveare), situazione analoga in Campania. In Puglia i raccolti si sono attestati sui 15 kg/alveare. In Sicilia le produzioni sono state migliori, circa 30 kg/alveare.

Per quanto riguarda la produzione di miele di sulla, in Abruzzo sono stati raccolti circa 10 kg/alveare mentre in Molise la produzione non è stata portata a termine a causa del maltempo. In Sicilia nella parte occidentale della regione, ad un inizio di raccolto non particolarmente promettente, è seguita una buona fine della fioritura, che ha permesso una resa di 15 kg di miele per alveare. Tuttavia, nella provincia di Palermo, la produzione non è stata omogenea. Vi sono state zone con produzioni intorno ai 30 Kg/alveare e altre con raccolto scarso o quasi nullo. Nella parte orientale della regione i raccolti sono stati inferiori, di circa 15 kg/alveare. In Sardegna (Medio Campidano e Marmilla) la produzione è stata praticamente nulla a causa della perdurante siccità.

In Valle d’Aosta, la prima parte della fioritura del tarassaco (aree a 500-1000 m s.l.m.) é stata compromessa dalle temperature quasi invernali e dalle gelate tardive che hanno compromesso il raccolto. Alle quote maggiori (1300-1400 m s.l.m.) i raccolti sono ancora in corso e con l’innalzamento delle temperature sembra che i risultati siano migliori.

MERCATO

Seppur lentamente, iniziano a comparire le prime transazioni di miele, rispecchiando le scarse produzioni che si sono ottenute sino ad ora. Il miele di acacia è stato scambiato a 8,00 €/kg (fusto) in Toscana, sono stati scambiati alcuni lotti di miele millefiori in Molise a 5,00 €/kg (fusto), a 5,50 €/kg (latta) in Puglia, a 5,00 €/kg (fusto) in Sardegna; in quest’ultima regione si sono avute altre compravendite: in particolare di miele agrumi a prezzi compresi tra 5,30-5,50 €/kg (fusto) e di asfodelo a prezzi compresi tra 4,80 e 5,50 €/kg.

Si segnalano alcuni scambi di pappa reale a quotazioni in generale superiori a quelli dello scorso anno: 650,00 €/kg in Molise, 600 € in Sicilia e 700-750,00 € in Sardegna.

Il polline deumidificato millefiori è stato venduto a prezzi compresi tra 21,00 e 23,00 €/kg in Campania, a 15,50 €/kg in Molise.

Si registrano ancora compravendite di sciami. I prezzi rilevati sono compresi nella forbice 100,00-110,00 € per le regioni nord-occidentali e nord-orientali; 100,00 € è la quotazione prevalente per le regioni centrali mentre al Sud i prezzi sono inferiori, compresi tra 85,00 e 100,00 €; in Sicilia il prezzo prevalente è 90,00 €.

Si segnalano compravendite di regine in varie regioni. I prezzi prevalenti rilevati sono i seguenti: 13,00 € Emilia-Romagna, 14,00 € Toscana, 13,00 € Lazio, 13,50 € Molise, 13,00 Campania, 15,00 € Puglia, compresi tra 14,00 e 15,00 € Sicilia.

Altre informazioni

In generale il parere sull’andamento climatico degli addetti al settore è negativo. In tutta la Penisola, la siccità prolungata, accompagnata a giornate spesso ventose, sta ostacolando in maniera generalizzata le produzioni apistiche. Nei casi più estremi, gli apicoltori si trovano costretti a supplire con nutrizioni d’emergenza degli alveari.

Emergenze

Si segnalano frequenti spopolamenti di alveari a causa di trattamenti con fitofarmaci in varie regioni italiane.

In particolare, gli episodi si sono verificati:

  • in varie zone della Valle d’Aosta, dove sono ancora in corso gli accertamenti per individuarne le cause;

  • in Emilia Romagna, in particolare in provincia di Bologna, dove sono stati denunciati frequentissimi episodi di avvelenamenti e spopolamenti di alveari a causa di trattamenti eseguiti in fioritura su colture orticole ed erbacee;

  • nelle regioni meridionali dove sono stati frequenti gli eventi legati a trattamenti eseguiti sugli agrumi in fioritura

  • in Sardegna, in particolare a San Sperate e nei paesi limitrofi, dove si stima il coinvolgimento di 1500 alveari su agrumi e altri frutteti a causa di trattamenti con insetticidi sistemici e aficidi.

Alle criticità già elencate si vanno ad aggiungere numerosi fenomeni dolosi, sia furti sia addirittura avvelenamenti e sabotaggi di apiari. Per quanto riguarda i primi sono state registrate sottrazioni di famiglie in varie aree dell’Emilia-Romagna, della Toscana e della Puglia. Per quanto concerne i secondi gli illeciti si sono verificati principalmente in Puglia, nelle zone di Massafra e Palagiano dove sono stati avvelenati quattro apiari da circa 80 alveari ognuno (per un totale di 320 unità) a danno di apicoltori nomadi abruzzesi, sempre a Massafra si sono verificati danneggiamenti dolosi di alveari e il furto di un intero apiario di 35 unità. In Basilicata, in provincia di Potenza, è stato riscontrato il danneggiamento doloso di un apiario costituito da 100 alveari.

Prezzi all'ingrosso: miele – sciami – regine, da apicoltura convenzionale

Regione di rilevazione

AGRUMI

MILLEFIORI

SCIAMI

REGINE

 

 

 

 

 

Min

Max

Min

Max

Nord-Ovest

-

-

-

-

100,00

110,00

-

-

Nord-Est

-

-

-

-

100,00

110,00

13,00

15,00

Centro

-

-

-

-

100,00

100,00

13,00

13,00

Sud

-

-

5,00

5,50

85,00

90,00

12,00

15,00

Isole

5,30

5,50

5,00

5,00

90,00

90,00

15,00

15,00

NOTE

Il prezzo del miele (€/kg) è inteso Franco Produttore I.V.A. inclusa.

Il prezzo delle regine (razza ligustica) è inteso I.V.A. esclusa.

Il prezzo degli sciami è inteso I.V.A. esclusa e si riferisce a sciami su 5 telaini (di cui 3 di covata e 2 di scorte).

Il prezzo di propoli e polline è inteso I.V.A inclusa mentre quello della pappa reale I.V.A. esclusa.

Il prezzo del servizio di impollinazione è riferito ad unità (alveare o nucleo) I.V.A. esclusa.

L'assenza di rilevazione, su una determinata piazza, significa che sulla stessa non sono state registrate transazioni.

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